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Salva casa, come funziona la sanatoria edilizia: le istruzioni del ministero


Il Decreto “Salva Casa” introduce semplificazioni per regolarizzare immobili con difformità edilizie, riducendo tempi e costi. Le nuove norme agevolano sanatorie, cambi d’uso e recupero di sottotetti, garantendo procedure più rapide e accessibili.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha presentato le linee guida per l’attuazione del Decreto Legge “Salva Casa”, pensate per semplificare e velocizzare le procedure edilizie, a beneficio dei cittadini. Obiettivo del provvedimento: favorire la regolarizzazione degli immobili, snellendo la burocrazia e incentivando il mercato immobiliare. Il DL Salva Casa, insomma, punta a rendere più semplice e trasparente la regolarizzazione degli immobili, riducendo costi e tempi per i cittadini. Grazie a queste misure, milioni di italiani potranno quindi regolarizzare, acquistare o vendere i propri immobili, contribuendo a rilanciare il settore immobiliare e riducendo i costi degli affitti e dei prezzi delle case. Tra le principali innovazioni, come ha specificato il documento del Ministero, ci saranno l’introduzione del silenzio assenso per le richieste edilizie entro 45 giorni, la possibilità di sanare irregolarità su immobili vincolati e nuove semplificazioni per il recupero dei sottotetti e il cambio di destinazione d’uso.

Dimostrare la regolarità dell’immobile

In passato, per avviare lavori edilizi era necessario verificare tutta la storia autorizzativa dell’immobile, causando perdite di tempo. Ora, grazie al DL Salva Casa, è sufficiente ricostruire lo “stato legittimo” a partire dall’ultimo intervento, purché i titoli pregressi siano stati validati dal Comune. Le linee guida chiariscono che i cittadini possono fare affidamento sui controlli già svolti dalla Pubblica Amministrazione.

Procedimenti edilizi a finalità multipla

Il Decreto consente di presentare un’unica richiesta per interventi multipli, come il cambio di destinazione d’uso e le opere edilizie connesse. Questo evita duplicazioni di pratiche e accelera i tempi, permettendo di ottenere un unico titolo abilitativo per tutte le operazioni richieste.

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Una domanda per più interventi

Le nuove regole rendono possibile sanare anche le difformità su immobili sottoposti a vincoli paesaggistici, inclusi aumenti di volumi o superfici. È prevista una procedura semplificata, con tempi certi e il silenzio assenso per i pareri di Sovrintendenze e Regioni.

Regolarizzazione lavori prima del 1977

Gli immobili costruiti prima del 1977, spesso caratterizzati da difformità non sanabili, possono ora essere regolarizzati tramite una SCIA in sanatoria, con una sanzione che varia tra 1.032 e 10.328 euro, senza necessità di verifiche urbanistiche.

Maggiori tolleranze edilizie

Per edifici costruiti prima del 2024, sono ampliati i margini di tolleranza costruttiva, superando il limite del 2% e arrivando fino al 6%, in base alla superficie dell’immobile. Questo si applica anche a edifici vincolati, eliminando l’obbligo di autorizzazioni paesaggistiche per lievi differenze rispetto ai progetti originali.

Cambiare uso dell’immobile è più semplice

Ora è possibile cambiare la destinazione d’uso tra categorie funzionali affini (residenziale, commerciale, turistico-ricettiva) senza dover affrontare onerose procedure. Gli oneri urbanistici primari sono stati eliminati, mentre quelli secondari rimangono a discrezione del Comune.

Recupero dei sottotetti

È prevista una deroga alle distanze minime per il recupero dei sottotetti a scopo abitativo, purché non vengano alterati forma e dimensioni. Le Regioni che hanno già normative in materia potranno beneficiare delle semplificazioni.

Sanzioni chiare per le sanatorie

Le multe per le sanatorie sono state uniformate e vanno da 1.032 a 10.328 euro, a seconda della conformità degli interventi. La sanzione può essere suddivisa in due tranche, con un primo pagamento all’inoltro della domanda e il saldo dopo la valutazione del valore dell’immobile.





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