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Nancy Dell’Olio, sul caso dell’ex ambasciatrice della Puglia «strapotere e arbitrarietà»: Laricchia all’attacco di Emiliano


di
Michele Cozzi

La consigliera del M5S, che ha promosso una norma per regolare le nomine in Regione, contesta la scelta dell’avvocata biscegliese da parte del governatore

Il caso dell’ex ambasciatrice pugliese per il turismo, l’avvocata Nancy Dell’Olio, dopo l’intervista rilasciata al Corriere sui compensi mai pagati e la cena in un ristorante interamente prenotato dal governatore Emiliano, è al centro dello scontro politico. La destra attacca, la sinistra è silente, il governatore parla di «roba vecchia» e non si dice per nulla infastidito dalle dichiarazioni dell’avvocata. Antonella Laricchia, esponente del M5S «non allineata», all’opposizione di Emiliano, parla di «arbitrarietà».

Consigliera Laricchia, qual è stata la sua impressione dopo avere letto l’intervista?
«Che la mia proposta sui criteri delle nomine pubbliche è quella che serve».




















































Significa che questo caso non si sarebbe verificato?
«Il presidente ha il dovere di guardare i curriculum, di aprire la procedura di nomina per renderla più partecipata e giustificare scelte che fossero contrarie alla valutazione dei curriculum. Non si sarebbe verificato tutto quello che ho potuto leggere. Questo perché ci si muove in un sistema poco regolamentato».

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Quale spaccato emerge del rapporto tra politica e società civile e cosa pubblica?
«Arbitrarietà. Non credo che ci sia nulla di losco, ma Emiliano agisce come una persona che ha un’idea, colpito da un curriculum, poi torna indietro ma nel frattempo ha utilizzato soldi pubblici. La questione è l’arbitrarietà, lo strapotere in mano ad un’unica persona. Un presidente di Regione può fare in una legislatura fino a duemila nomine, e muovere tanti soldi pubblici».

È nella prassi che il potere si circondi di personale affini, considerate più affidabili. Nei sistemi anglosassoni si chiama spoils-system. Lo ritiene scandaloso?
«Ritengo che sia fisiologico. Ma in questo caso specifico è emersa l’arbitrarietà, in altri casi l’interesse elettorale. Anche Vendola ha fatto tante nomine, ma si circondava di persone con un sostanziale curriculum e con una chiara visione politica. Comunque, sia nel caso di Vendola sia in quello di Emiliano emerge l’assenza di regole».

Lei ha presentato un emendamento al Bilancio per rendere le nomine pubbliche più trasparenti e tracciabili e ha scritto anche alla segretaria del Pd, Elly Schlein. Ha avuto un qualche riscontro?
«Dalla Schlein no. I piani nazionali non si sono mossi. Il centrosinistra non ha i numeri per abrogarla, ma sono pronta ad una modifica per rendere più applicabile la legge approvata. Tuttavia non sono disposta né ad abrogarla né a stravolgerla».

Lei è contro il “riciclaggio” di politici bocciati dalle urne poi ripescati in incarichi pubblici. Non teme che questa misura sia incostituzionale?
«La incostituzionalità deve essere sollevata da qualcuno. È notizia di oggi (ieri, ndr) che il ministero ha sollevato 44 profili di incostituzionalità sul Bilancio, ma nessuno tocca il tema da me sollevato. Non ritengo che sia incostituzionale, ma un argine alla separazione tra politica e sfera professionale».

Lei all’opposizione del governo regionale. I suoi colleghi del Movimento sono in maggioranza ma non sembrano intenzionati a rientrare in giunta. Sufficiente per una ricomposizione?
«Dal punto di vista politico non vedo le condizioni. Per anni sono stata esclusa da chat, assemblee. Sono stati annullati eventi a cui ero stata invitata da parte di ignari attivisti. Per cancellare tutto questo occorre molto di più che un semplice ripensamento sul governo regionale».

Lei è all’opposizione della segreteria Conte?
«Certo. Penso che la segreteria Conte abbia finito con il distruggere il M5S».
Decaro candidato alla presidenza della Regione. Che ne pensa?
« Non è un’ipotesi che mi affascina. La prossima campagna elettorale sarà all’insegna del bipolarismo, senza una terza via: la vera opportunità di cambiamento rappresentato dal vecchio M5S. Da cittadina, voterò consapevole di scegliere il meno peggio».

Quindi Decaro non sarebbe il suo candidato ideale?
« No, assolutamente».

Il M5S potrebbe rivendicare la guida della Regione?
«Potrebbe, ma si tratterebbe di un giochetto di potere che non avrebbe nulla a che fare con gli interessi dei cittadini».

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