Effettua la tua ricerca

More results...

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
#adessonews
#finsubito
#finsubito video
Agevolazioni
Asta
Bandi
Costi
Eventi
Informazione
manifestazione
Sport
Vendita immobile

Finanziamenti personali e aziendali

Prestiti immediati

«Si deve puntare sul brand Piemonte, non solo per il vino» – www.ideawebtv.it


La questione è molto semplice: scriveremo Piemonte sulle etichette di tutti i vini prodotti nella nostra regione? Paolo Bongioanni, da 8 mesi assessore all’Agri­col­tura della Regione Pie­mon­te, ne è convinto e promuove in modo entusiastico l’ipotesi.

Il Piemonte è una delle regioni vinicole più prestigiose a livello mondiale, con una tradizione che risale a secoli fa. Questa regione ha dato vita a vini di fama internazionale, come il Barolo, il Barbaresco, il Roero e la Barbera del Monferrato. Nonostante la presenza di ben 60 vini a Denominazione di Origine Protetta (Dop), di cui 19 sono Docg (Denominazione di Ori­gi­ne Controllata e Garantita) e 41 Doc (Denominazione di Origine Controllata), molte etichette piemontesi rimangono poco conosciute al di fuori dei confini regionali.

Ma non è una sorta di autonomia differenziata per il mondo del vino?
«No, no… non parliamo di autonomia differenziata (ri­de, ndr). Però si tratta di un’opportunità enorme per un Piemonte agricolo che ha bisogno di affermarsi. Oggi non è percepito come brand al di fuori dei nostri confini. Tre episodi significativi: il primo al Salone del Gusto dove abbiamo allestito una presenza diversa rispetto alla precedente edizione, ma con l’attuale marchio. Ad un tedesco chiedo: cosa c’è scritto? E mi risponde Piem, non riuscendo a decifrare quella specie di tiro a segno che circonda la O del logo Piemonte. Il secondo durante il G7 dove organizziamo un buffet con la nostra cucina: battuta al coltello, risotto al raschera, torta di nocciole. Ma tutti gli stranieri che vengono al nostro tavolo chiedono di Sicilia e Toscana. Il terzo durante una riunione alla Vignaioli Pie­mon­te­si. Vedo un elenco di vini italiani conosciuti nel mondo dove il primo piemontese non è nelle posizioni di testa. Ma il Piemonte è la regione italiana che ha il 25 per cento dei prodotti Doc, Docg, Dop e Igp del Paese… quindi se abbiamo tutte queste eccellenze e continuiamo a cantarle, cantiamole anche fuori!».

Intanto il Piemonte, come deciso nella conferenza Stato-Regioni, è ritornato a far parte del board del Co­mitato Italiano Vini, l’organo del Ministero dell’Agricoltura che esprime parere consultivo e propositivo a livello na­zio­nale in materia di tutela e valorizzazione commerciale sui vini a Doc e Docg.
«Questo è un primo passo, grazie anche al presidente Cirio ed al ministro Lollo­bri­gi­da, per accreditarci come Regione nel comitato. Poi noi mandiamo in giro per il mondo 250 milioni di bottiglie di nostro vino. Questo dato vuol dire che intorno a quelle bottiglia ruota almeno un miliardo di persone. Se su ogni bottiglia scriviamo Pie­mon­te cominceranno a leggerlo e potranno memorizzarlo. La prossima azione è presentare prima del Vini­ta­ly, a fine marzo, cosa intendiamo proporre non solo per il vino, ma per tutti i settori produttivi agricoli. Insomma un piccolo logo per identificare la nostra filiera agroalimentare».

Per quanto riguarda il settore vinicolo c’è da discutere ovviamente con tutte le parti, soprattutto i consorzi di tutela e le associazioni. Su un’etichetta Piemonte, continuiamo a chiamarla così per praticità, si registrano commenti positivi, come quello di Francesco Monchiero presidente di Piemonte Land of Wine, che riunisce tutti i consorzi di tutela piemontesi, che sostiene, riassumiamo, che forse le aree di denominazione sempre più ristrette vanno benissimo per la qualità dei grandi vini, ma giocano a discapito della riconoscibilità del territorio.

Mutuo asta 100%

Assistenza consulenza acquisto in asta

Cosa ne pensa?
«Credo che si debba andare in tale direzione. All’ultimo tavolo vitivinicolo regionale ho respinto la richiesta dei consorzi dell’Alto Piemonte per mettere in etichetta proprio il logo “Alto Piemonte”, perché si deve andare verso un brand “Piemonte”. Detto fatto, Monchiero e il presidente del Consorzio del Barolo e del Barbaresco Sergio Germano hanno sposato la mia tesi. Poi ho incontrato i 14 consorzi di tutela e tutti quanti sono d’accordo. Però mi hanno anche fatto notare che si devono fare le assemblee dei consorzi per ognuna delle sessanta denominazioni e la proposta deve essere approvata col 50 per cento più uno degli associati alla Doc e Docg. Mi sono detto sono disponibile ad essere presente a tutte le assemblee di denominazione. Abbiamo iniziato il percorso».

Ma l’etichetta Piemonte sarà obbligatoria?
«Ognuno farà la scelta che meglio ritiene. Il brand Pie­mon­te lo proprorremo anche a imprenditori di altre filiere agroalimentari. Penso al grande riso di Vercelli, Novara e Biella, ai formaggi con le numerose Dop, alla carne bovina di razza Piemontese, alla nocciola tonda e gentile, alla frutta. Oggi dobbiamo parlare come Piemonte, un nome che non è percepito e che dobbiamo far rilevare».

 

Salone del vino Torino 2025, la cantina è aperta: Il Piemonte, un calice alla volta

Sabato 1 marzo si “stappa” la terza edizione del Salone del Vino di Torino, un weekend lungo, fino a lunedì 3 marzo, giornata dedicata agli operatori e alla stampa. La sede è alle Ogr Torino. Più di 500 cantine, molti consorzi di tutela (assente però il più importante, quello del Barolo e del Barbaresco), enoteche regionali, associazioni di vitivinicoltori, oltre 60 masterclass gratuite e tante novità: «Non solo un “salone” – dicono gli organizzatori – dove si potrà degustare il vino insieme alle storie e ai racconti di tante produttrici e dei produttori coinvolti, ma anche una grande “fiera” dove acquistare le etichette preferite, come in cantina». Prima dell’inaugurazione, da lunedì 24 febbraio, è partita una settimana di eventi in diversi punti della città all’interno del ricco palinsesto Off del Salone. Quattro le sedi: Off Topic, Combo Torino, Mercato Centrale e Eataly Torino Lingotto. Cinquanta gli appuntamenti dedicati a tutti i wine lovers, «in una grande cantina aperta per tutte le cantine piemontesi – aggiungono gli organizzatori – fra tradizione e innovazione, cultura e letteratura». Il Salone del Vino di Torino 2025 è organizzato da Klug Aps con il patrocinio e il sostegno di Città di Torino, Camera di Commercio di Torino, Unioncamere Piemonte, Turismo Torino e Provincia; con il patrocinio e il sostegno di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Amiat Gruppo Iren, con il contributo di Fondazione Crt e Fondazione Compagnia di San Paolo.
Info: www.salonedelvinotorino.it

 

Articolo a cura Luis Cabasés



Source link

Mutuo 100% per acquisto in asta

assistenza e consulenza per acquisto immobili in asta

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Source link

Cessione crediti fiscali

procedure celeri