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#Albait. Marte e spiagge americane


Trump e il suo trust di ricchi neomercantilisti vogliono andare su Marte, non solo a Gaza. La clip sguaiata e grottesca, diffusa ieri, introduce anche i monumenti dorati sul pianeta rosso, probabilmente. Quel tocco cafone spiega che il trust di riccanza che soggiorna alla Casa Bianca un po’ sovrappone i panorami planetari.

Lo sconforto trumpiano è che per arrivare a Marte, si deve passare per la pace a Gaza e in Ucraina, l’autonomia europea nella difesa, il recupero dei russi in funzione anti cinese. Perché per arrivare a Marte il problema vero è la Cina. È la stessa idea del primo mandato di Trump, solo più immediato e brutale.

È accettabile il progetto americano, per gli europei? In astratto, sì. Ma abbiamo difficoltà congiunturali. Dipendiamo parecchio dagli Usa, specie in settori strategici. La nostra difesa, per esempio, dipende molto dalle tecnologie americane. Strategicamente, se dobbiamo fare da soli, dobbiamo tornare a progettare sistemi d’arma in uno spazio continentale. Allo stesso tempo, maggiore protagonismo continentale impone anche partecipazione al processo di pace in Ucraina. Anche da lì passa la nostra sicurezza autonoma. Altrimenti dovremo aspettarci di perdere tutto nel modo più classico della storia: la guerra.

Il pacifista Trump non interverrebbe, nel caso. Il suo pacifismo consiste nel lasciare che Europa e Russia non costino, paghino e facciano il loro dovere in funzione anticinese.

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Innanzi tutto dalla possibilità che tutti cooperino alla grande strategia. Putin ritiene di essere un grande della Terra, non vuole essere vassallo di nessuno. L’Europa ha bisogno che i ‘valori’ astratti dell’umanità siano salvi.

Il grande difetto dei tech masters è che sono naturalmente portati ad applicare una logica meccanicistica. Talmente concentrati sulla tecnologia da non vedere il ‘fattore umano’. John Le Carrè spiegò il concetto con un romanzo. Un uomo che spia per la Russia, al tempo della guerra fredda, senza motivazione ideologica o economica. L’aspetto ‘umano’, nella psicologia quotidiana è chiamato ‘pensiero laterale’. Ma è solo la nostra quotidianità. Entriamo per comprare le polpette al supermercato e ne usciamo con un ventilatore e una spada di plastica.

Non è marketing ma conforto soggettivo. Questo aspetto confortevole non è considerato dagli attuali alfieri americani. Non a caso, Musk è descritto come anaffettivo. Vede Marte come altri non riescono. Sono quasi certo che ritenga di essere il solo a capire. Poiché è il solo a capire, deve essere al vertice di tutto. Ecco perché sceglie di dirigere questa quasi agenzia che è Doge. Non ha il piglio morbido del nostro prof. Cottarelli. Musk a capo di Doge non ha incarichi di governo ma controlla tutto, se vuole. Tranne quando un umanissimo funzionario si mette di traverso.

La crisi tra impostazione tech e persone si spiega anche nella differenza tra impostazione liberale e neomercantilismo. Con questo termine intendiamo la garanzia di chiudere il mercato in favore di chi in questo momento ha una posizione dominante, attraverso la forza delle leggi, dell’amministrazione, delle armi. Un meccanismo aggiornato delle passate Compagnie delle Indie. Se uniamo neomercantilismo, sbrigatività, incomprensione per il fattore umano possiamo capire come mai la flessibilità verso Putin sia così marcata.

Gli effetti dell’indulgenza americana verso i russi ci sono subito stati. Il rublo si è apprezzato di quasi il 20 per cento, asciugando quasi del tutto l’inflazione reale russa.

Ma poiché il fattore umano esiste, anche le aspettative di convivenza tra Ucraina, Russia ed Europa sono tutt’altro che certe.

L’attuale piano americano prevede: quasi disimpegno Usa dall’Europa; l’Europa che si occupa dei propri confini e di parte dell’Africa; la Russia che si rivolge contro i cinesi; la pace in Medio Oriente con la resort strategy. Poi, tutti insieme su Marte.

Purtroppo, libertà e liberalismo non sono frutto di tecnica ma di conseguenze non intenzionali. Sono frutto di una maturazione. Solo il piano totalitario è programma maniacale e definito. Ecco perché per la Casa Bianca può essere semplice affrontare Putin o Xi Jinping, ma complicata proprio l’Europa.

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Noi italiani lo sappiamo bene. Siamo impreparati sulle questioni internazionali. I fatti interni li lasciamo scorrere perché sono disturbanti. Ci incuriosiamo per la dichiarazione di essere invidiata perché ricca, libera e bella della ministra Rapunzel-Santanché in Parlamento.

La differenza rispetto alla conquista di Marte è evidente.

Eppure, il disprezzo per il fattore umano, quello degli altri, alligna anche qui. La ministra, quando si difende dalle accuse giudiziarie spiegando che la ragione di tutto è l’invidia per il suo censo, bellezza e status, dà per scontato che tutti desiderino un’estate al Twiga o su uno yacht. Per inciso, dovrebbe scoprire la ministra che anche sul concetto di bellezza ci sono opinioni divergenti.

Personalmente, ritengo che debba fare bene il suo lavoro. Si occupa di turismo. Bene, la scorsa estate il nostro turismo ha perso punti importanti. Sarebbe il caso che sia Ignazio La Russa a sciogliere il nodo, per evitare che Giorgia Meloni sia alla fine costretta a pagare un prezzo alto. Il tutto, in assenza di opposizione tangibile.

In Sicilia, dove La Russa ha pure influenza, un deputato regionale è stato arrestato. Nel corso dell’operazione antimafia con decine di arresti sono stati sequestrati beni per un milione di euro. O la mafia è ridotta malissimo o semplicemente questa ondata di arresti ha colpito un fenomeno ancora marginale. Magari rampante, ma marginale. Fumo negli occhi per proteggere qualcuno che è molto meglio posizionato? Questione da non sottovalutare, se anche noi vogliamo partecipare al progresso. E il mondo ci obbliga, considerato che siamo sotto l’attenzione di russi e turchi, proprio di fronte alle nostre spiagge siciliane, in Libia.

Saremmo molto più tranquilli se, in presenza di squilibri mondiali importanti, e l’ipotesi di vita su Marte, l’Italia cominciasse a pensare in modo strategico, concreto, efficace. Se solo riuscissimo a contemperare naturale predisposizione al fattore umano e capacità tecnica, come facevamo in passato, daremmo un importante contributo all’equilibrio del mondo. Invece, a Roma siamo costretti a dibattiti da Sora Cecioni, mentre a Washington pretendono di educare il mondo al neomercantilismo degli ex liberali Gop.

Eppure in Italia, e non solo, le personalità preparate, con la schiena dritta e la visione strategica ci sono. La loro sostituzione con tipi da spiaggia e canotta, magari di Hermes, non aiuta.

Aggiornato il 28 febbraio 2025 alle ore 11:49



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