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Il governo vara misure per contrastare il caro energia: 3 miliardi per famiglie e imprese con agevolazioni sulle bollette e rinvio del mercato libero per i vulnerabili. Introdotta una delega per il nucleare sostenibile, con un programma nazionale su sperimentazione, sicurezza e smaltimento
Il caro energia colpisce famiglie e imprese, il governo corre ai ripari. Nel giorno in cui l’Istat comunica un aumento dell’inflazione – all’1,7%, come nell’ottobre 2023 – il Consiglio dei ministri vara due interventi per temperare nell’immediato l’andamento delle bollette e per impostare un cambio di strategia di lungo periodo, con la prospettiva di un ritorno al nucleare.
Il primo provvedimento ha l’orizzonte dei prossimi tre mesi ed è un decreto-legge con “misure urgenti in favore delle famiglie e delle imprese di agevolazione tariffaria per la fornitura di energia elettrica e gas naturale, di riduzione dell’onere fiscale, nonché per la trasparenza delle offerte al dettaglio”. Vengono stanziati 3 miliardi, di cui 1,6 per le famiglie e 1,4 per le imprese. Per le famiglie con Isee fino a 25mila euro il contributo sarà di circa 200 euro, che saliranno a 500 euro per i nuclei che hanno già i requisiti per il bonus sociale, vale a dire con Isee fino a 9.530 euro. Il taglio dei cosiddetti “oneri di sistema” assicurerà alle piccole e medie imprese un risparmio intorno al 20%. Oltre un certo livello di prezzo dell’energia, il governo rinuncerà all’Iva e destinerà il controvalore alla riduzione delle bollette. È previsto anche un rinvio di due anni per il passaggio al mercato libero di clienti e piccole imprese vulnerabili. Critiche le opposizioni, che parlano di un intervento insufficiente, tardivo e di corto respiro.
Il secondo provvedimento è un disegno di legge-delega relativo al nucleare di ultima generazione che il governo definisce “sostenibile”. La delega, informa il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, “prevede che il governo adotti una serie di decreti legislativi, entro 12 mesi dall’entrata in vigore, per disciplinare in maniera organica l’intero ciclo di vita della nuova energia sostenibile, attraverso la stesura di un Programma nazionale: dalla sperimentazione, localizzazione, costruzione ed esercizio dei nuovi moduli, al tema della fabbricazione e riprocessamento del combustibile, che sarà affrontato in una visione di economia circolare”. Il ministero spiega che “si interverrà anche sulla disattivazione e smantellamento degli impianti esistenti, la gestione dei rifiuti e del combustibile esaurito, la ricerca, lo sviluppo e l’utilizzo dell’energia da fusione, la riorganizzazione di competenze e funzioni, anche con l’istituzione di un’Autorità indipendente per sicurezza, vigilanza e controllo”. Dopo i referendum abrogativi del 1987 e del 2011 si tratta di un passaggio oggettivamente epocale. Il disegno di legge-delega dovrà essere approvato dalle Camere e si preannuncia un dibattito dai toni forti, dentro e fuori le aule parlamentari. Legambiente parla di una “decisione antistorica e ideologica”
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