Bilancio prudentemente positivo per i saldi invernali che si chiuderanno il prossimo 4 marzo. Nonostante nei consumatori permanga un atteggiamento ponderato tra gli scaffali con acquisti “difensivi” che privilegiano prodotti in promozione o alcune tipologie più convenienti a scapito di altre. Hanno registrato una debole crescita i consumi delle famiglie che, pur avendo recuperato solo un 3% del potere d’acquisto hanno aumentato la propensione al risparmio con l’obiettivo di ripristinare il valore della ricchezza finanziaria erosa dall’inflazione.
MONTANARI (Federmoda): «SALDI DA POSTICIPARE»
«Questi primi saldi del 2025 non sono andati male- ha commentato Roberto Montanari, presidente di Ascom Federmoda Ravenna e titolare del negozio di abbigliamento Scout nel centro storico della città- . Le vendite nel mio negozio sono andate bene e anche confrontandomi con i colleghi della zona ho avuto riscontri positivi. ». Da qualche tempo i commercianti vorrebbero posticipare l’inizio dei saldi che cade subito dopo le feste natalizie. «Come Federmoda faremo un appello alla Regione perché li posticipi a febbraio anche se una piccola parte di commercianti preferirebbe addirittura anticiparli, un’opzione che non comprendo: che senso ha fare sconti a dicembre quando arrivano i primi freddi e la stagione non è ancora iniziata? Si chiamano saldi di “fine stagione” per un motivo. Purtroppo, adesso che il periodo di sconti inizia a gennaio, le persone, durante le feste, scelgono quello che vorrebbero comprare e posticipano l’acquisto. Se i saldi iniziassero a febbraio forse i clienti non aspetterebbero temendo poi di non trovare il prodotto scelto». Sulla flessione che si registra a livello nazionale, Montanari punta il dito contro gli outlet «dove la merce è in sconto tutto l’anno pertanto il periodo dei saldi perde valore» e sull’online. Secondo Federmoda, poi, per rilanciare le piccole attività nei centri storici sarebbe importante istituire la figura di un garante che vigili sull’attività degli outlet, dei centri commerciali e sui giorni di apertura».
RONCUZZI (Spasso in Ra) : «CAMBIATE LE ABITUDINI DEI CONSUMATORI»
La situazione mondiale e l’inflazione attenuano la propensione agli acquisti e la dirottano su quelli essenziali, inoltre il settore dell’abbigliamento e degli accessori è in calo rispetto alla ristorazione o all’intrattenimento. «C’è una flessione diffusa dovuta a tanti fattori – ha sottolineato Chiara Roncuzzi, vicepresidente del comitato Spasso in Ravenna e titolare del negozio Podere Pilicca, in centro città- dalle guerre all’inflazione. Rispetto ai saldi della primavera/estate quelli invernali sono più sfortunati perché non ci sono turisti, che ad agosto danno un forte aiuto. Mi è capitato di rimettere fuori d’estate rimanenze dell’inverno al 50% e di venderle proprio a loro. Per quanto riguarda questi saldi non posso dire siano andati male, siamo in linea con l’anno passato. Le abitudini dei consumatori, però, sono cambiate molto dopo la pandemia: ho notato che hanno chiuso diverse bancarelle del mercato mentre quelle con abiti usati da uno e due euro sono molto gettonate. Ogni negozio, comunque, ha la propria clientela: noi puntiamo molto sui social dove mostriamo la nostra merce, così ci “trovano” anche persone da Imola e Ferrara che vengono in aiuto all’economia ravennate. I clienti del circondario erano calati dopo l’alluvione, ma ora stanno tornando anche da Lugo o Faenza». Per quanto riguarda gli orari di apertura, Roncuzzi spiega che «le grandi catene penalizzano le attività più piccole stando aperte in orario continuato, domenica inclusa. Noi, ad esempio, facciamo l’orario spezzato per riuscire a garantire i riposi ai dipendenti, con una pausa pranzo più corta e siamo chiusi solo giovedì pomeriggio. La domenica è diventata una giornata molto importante per le vendite, visto che le persone girano per il centro. Non tutti i commercianti, però, vogliono o possono fare questa scelta perché magari preferiscono stare in famiglia». Anche Roncuzzi sarebbe favorevole a posticipare l’inizio dei saldi: «quando in negozio c’era mia nonna gli sconti partivano decisamente dopo, a chiusura di stagione». (Marianna Carnoli)
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