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Dalla leggendaria Porsche 959 Sport alla mitica Ford GT40 Mk II, a Miami un’asta da record


È una delle aste più attese per gli appassionati di motori perché in soli due giorno vedono sfilare macchine uniche, da collezione, che hanno fatto la storia dell’automobilismo: è quella organizzata da Rm Sotheby’s, a Miami, il 27 e 28 febbraio. Con cifre, stimate, da capogiro. Ecco i nostri top lot.

Porsche 959 Sport: 5 milioni 500mila/6 milioni 500mila €

@2024 Courtesy RM Sotheby’s

Uno dei soli 29 esemplari Sport costruiti, rifinita con il colore Grand Prix White su selleria in tessuto grigio. In ottime condizioni, il contachilometri indica, infatti, poco più di 6mila km. Con questa macchina, alla fine degli anni 80, Porsche dimostrò fino a che punto la tecnologia automobilistica potesse spingersi. Le sospensioni regolabili, il sistema intelligente di trazione integrale, i sensori di pressione degli pneumatici e i cerchi in magnesio a razze cave superleggeri la rendevano a dir poco rivoluzionaria. 

1988 Porsche 959 Sport. @2024 Courtesy RM Sotheby's
1988 Porsche 959 Sport. @2024 Courtesy RM Sotheby’s

L’auto fu acquistata direttamente dalla fabbrica Porsche di Stoccarda (le 959 non sono mai state consegnate nuove negli Stati Uniti, poiché non erano conformi alle leggi sull’importazione e agli standard sulle emissioni del Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti) da Werener Funk, ex capo meccanico di un team di corse Porsche residente a La Jolla, in California. Non potendo portarla in USA, decise di venderla e questo rarissimo esemplare è rimasto in Svizzera fino al 2015, per poi essere esportato in Italia.

1966 Ford GT40 Mk II: 7 milioni 500mila/10 milioni 500mila €

1966 Ford GT40 Mk II. @2024 Courtesy RM Sotheby's.
1966 Ford GT40 Mk II. @2024 Courtesy RM Sotheby’s.

Una delle sole otto Ford GT40 Mk II costruite, collaudata nelle competizioni e con una storia nota fin dalla sua nascita: secondo posto alla 12 Ore di Sebring del 1966 come numero 3 della Holman-Moody guidata da Walt Hansgen e Mark Donohue, successivamente è stata utilizzata come auto di prova sul circuito di Kingman della Ford insieme alla J-1 e poi al Riverside Raceway in preparazione di Le Mans. Si tratta di una delle tre Holman-Moody GT40 Mk II iscritte alla 24 Ore di Le Mans del 1966, con il numero 4, guidata da Mark Donohue e Paul Hawkins. Dopo Le Mans, la P/1032 fu esposta ai Saloni europei nel 1966 e nel 1967. Donata al Museo dell’Indianapolis Motor Speedway nel 1968, ha subito un restauro nel 2011. Ultima apparizione, al di fuori del museo, al Concours d’Elegance of America del 2011.

Corvette SS project XP-64: 4 milioni 850mila/7milioni €

1957 Chevrolet Corvette SS Project XP-64. @2024 Courtesy RM Sotheby's
1957 Chevrolet Corvette SS Project XP-64. @2024 Courtesy RM Sotheby’s

La prima auto da corsa progettata appositamente dalla casa madre General Motors, dall’ingenere – e pilota (ha partecipato quattro volte alla 24 Ore di Le Mans) – Zora Arkus-Duntov, è un esercizio di design nella costruzione leggera e nell’aerodinamica. Il motore sotto il cofano allungato del veicolo è un esclusivo V-8 da 283 pollici cubici con un albero a camme ad alte prestazioni, testate in alluminio e iniezione di carburante Ramjet.

1957 Chevrolet Corvette SS Project XP-64. @2024 Courtesy RM Sotheby's
1957 Chevrolet Corvette SS Project XP-64. @2024 Courtesy RM Sotheby’s

Collegato a un cambio manuale a quattro marce, il propulsore è in grado di erogare 300 CV.  È l’unica Corvette SS costruita con carrozzeria in magnesio e una delle prime Corvette a fregiarsi del prestigioso marchio Super Sport, insieme alla Corvette SS del 1957. Gareggiò alla 12 Ore di Sebring del 1957 con i celebri piloti John Fitch e Piero Taruffi.

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2003 Ferrari Enzo: 5 milioni 500mila/6 milioni 500mila €

2003 Ferrari Enzo. @2024 Courtesy RM Sotheby's
2003 Ferrari Enzo. @2024 Courtesy RM Sotheby’s

Dotata di un motore V12 da 6,0 litri in grado di raggiungere 659 cavalli e realizzata quasi interamente in fibra di carbonio, questa supercar, una delle 399 prodotte, è un concentrato di innovazione e prestazioni: 3,6 secondi per passare da 0 a 100 km/h e 350 km/h di velocità massima. Solo 1.760 km sul contachilometri, è uno dei cinque con specifiche USA in Rosso Corsa su pelle naturale e ha avuto solamente due proprietari: tra questi, Robert M. Lee, collezionista e due volte vincitore di Pebble Beach.

1991 Benetton B191 Formula 1: 570mila/950mila €

1991 Benetton B191 Formula 1. @2024 Courtesy RM Sotheby's
1991 Benetton B191 Formula 1. @2024 Courtesy RM Sotheby’s

Tra i nostri top lot, un must per gli appassionati di Formula 1: la Benetton guidata dal sette volte campione del mondo Michael Schumacher e con cui si è classificato al quarto posto nel Gran Premio del Sudafrica del 1992. Successivamente è stata guidata dal pilota britannico di Formula Uno, attuale commentatore di F1, Martin Brundle al Gran Premio del Messico del 1992 e al Gran Premio del Brasile del 1992. Dal 2005 fa parte della collezione dell’Indianapolis Motor Speedway Museum.

@2024 Courtesy RM Sotheby's
@2024 Courtesy RM Sotheby’s

Appena sotto gli specchietti retrovisori laterali sono riportati i nomi dei piloti del team Benetton del 1993, Schumacher e Patrese, mentre sul muso del cono anteriore spicca il numero 6, che era il numero di Patrese per la stagione 1993. Un fatto curioso considerando che questa vettura non è mai stata utilizzata in gara per la stagione 1993: probabilmente queste modifiche sono state fatte per motivi di marketing, in quel periodo, infatti, le monoposto degli anni precedenti venivano talvolta conservate dalla squadra e riverniciate per apparire come quelle dell’anno in corso a scopo promozionale o espositivo. Da segnare in agenda, poi, l’appuntamento del 22 maggio a Milano, alla Fonderia Macchi Carlo. (Riproduzione riservata).



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