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Certificazione parità di genere: contributi estesi ai professionisti


  • Fino al 18 aprile 2025 sarà disponibile una nuova finestra per la concessione dei contributi per l’ottenimento della certificazione di parità di genere, ora aperta anche a PMI e professionisti.
  • Piccole e medie imprese e professionisti titolari di partita IVA possono accedere a una doppia agevolazione: un contributo per l’assistenza tecnica e accompagnamento e un altro per il rilascio della certificazione.
  • L’iniziativa ha lo scopo di favorire l’adozione di politiche per la parità di genere e per l’empowerment femminile, migliorando l’accesso delle donne nel mercato del lavoro e nelle posizioni di leadership.

Il Sistema di certificazione della parità di genere è uno dei nuovi strumenti introdotti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) a titolarità del Dipartimento per le pari opportunità della presidenza del Consiglio dei Ministri.

Dal 26 febbraio al 18 aprile 2025 apre infatti una nuova finestra di contributi dedicati a piccole e medie imprese e titolari di partita IVA per incentivare la presenza delle donne all’interno delle imprese e per favorire il loro inserimento nelle posizioni direttive e manageriali. L’obiettivo è quello di ridurre il divario salariale e occupazionale che ad oggi esiste tra uomini e donne.

Il secondo avviso mette a disposizione 2,5 milioni di euro per le PMI e i professionisti, rispetto ai complessivi 8 milioni del PNRR, da erogare sotto forma di contributi per i servizi di assistenza tecnica e accompagnamento.

Certificazione parità di genere: nuovo avviso per PMI e professionisti

Al via dal 26 febbraio 2025 la possibilità di accedere a dei contributi per l’ottenimento della certificazione parità di genere, ad oggi estesa anche alle PMI e ai professionisti titolari di partita IVA. Infatti, per effettuare la richiesta non è più necessaria l’iscrizione al Registro delle Imprese e questo permette di includere nella platea di beneficiari anche i lavoratori autonomi.

Per accedere alle agevolazioni occorre superare un pre-screening di autovalutazione, con il quale l’impresa o il professionista deve dimostrare il proprio avanzamento sui temi legati alle pari opportunità.

I soggetti interessati all’ottenimento della certificazione devono poi presentare un preventivo formulato da un organismo di certificazione presente nell’elenco ufficiale degli aderenti1.

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La certificazione viene rilasciata su base volontaria, su richiesta dell’impresa ed è volta a favorire l’occupazione femminile in Italia e migliorare l’accesso delle donne a posizioni di leadership. La validità è triennale ed è soggetta a monitoraggio annuale.

Certificazione parità di genere: le nuove agevolazioni

Tutti i soggetti in possesso di partita IVA e operanti sul territorio italiano, a parità di alcuni requisiti, possono richiedere i contributi per l’ottenimento della certificazione per le pari opportunità.

Le agevolazioni si dividono in due parti:

  1. un contributo fino a 2.500 euro per ogni soggetto, ovvero per imprese e professionisti, per l’assistenza tecnica e l’accompagnamento, erogato sotto forma di servizi per il trasferimento di competenze e strategie per l’ottenimento della certificazione;
  2. un contributo un fino a 12.500 euro per il rilascio della certificazione, sempre sotto forma di servizi per la parità di genere erogati dagli organismi di certificazione.

L’accreditamento di piccole e medie imprese e professionisti è possibile dalle ore 10:00 del 26 febbraio 2025 alle ore 16:00 del 18 aprile 2025, salvo esaurimento delle risorse prima della scadenza dei termini. Le domande si possono presentare attraverso il sistema restart.infocamere.it2, accedendo con le credenziali SPID, CIE o CNS: le istanze verranno accolte e valutate in ordine cronologico in base alla data di presentazione delle stesse.

Boom di adesioni al precedente avviso per le imprese

Il nuovo avviso disponibile fino al 18 aprile 2025 è stato pubblicato in seguito al boom di adesioni registrate per la prima tranche di contributi destinati alle imprese. Basti pensare che al fondo iniziale da 4 milioni di euro era stata integrata un’ulteriore quota per un totale di 5,5 milioni di euro di contributi disponibili.

Secondo i dati del dipartimento per le pari opportunità3, sono state raccolte 1.699 domande provenienti da imprese che si trovano nelle seguenti zone:

  • nel 39% dei casi al Nord;
  • nel 33% nel Mezzogiorno;
  • nel 28% al Centro.

La scadenza del primo avviso era fissata al 28 marzo 2024: sono state circa 1.400 le imprese autorizzate a ottenere l’agevolazione.

A livello geografico, le città che hanno registrato il maggior numero di adesioni sono state nell’ordine: Roma, con il maggior numero di candidature presentate (246), seguita da Napoli (84), Milano (77), Torino (68) e Bari (56). 

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Svariati sono invece i settori di appartenenza delle imprese, che spaziano da attività professionali ad attività manifatturiere, dalla sanità all’assistenza sociale, fino ai servizi di informazione e comunicazione.



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