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Sanità trentina al top in Italia, prima in prevenzione e nell’area ospedaliera. Bolzano arranca


di
Alessandro Rigamonti

La sanità trentina primeggia in Italia, soprattutto in prevenzione e nell’area ospedaliera, a differenza di quella altoatesina che arranca e nella prevenzione è addirittura insufficiente. Il rapporto del Ministero della Sanità

La sanità trentina primeggia in Italia, soprattutto in prevenzione e nell’area ospedaliera, a differenza di quella altoatesina che arranca e nella prevenzione è addirittura insufficiente. È un Trentino – Alto Adige a due facce quello che emerge dall’ultimo rapporto del Ministero della Sanità relativo al monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza (Lea) del 2023 erogati dal Servizio sanitario. Il Trentino complessivamente è dietro solo al Veneto e alla Toscana. «Essere ai vertici nazionali in prevenzione e nell’area ospedaliera è un motivo di orgoglio e un riconoscimento importante del lavoro che è stato svolto — ha detto il governatore del Trentino Maurizio Fugatti —. Sappiamo, tuttavia, che ogni risultato è un punto di partenza: per questo continueremo a investire nella sanità pubblica, con un’attenzione particolare al potenziamento dell’assistenza territoriale, per rendere il sistema ancora più accessibile e vicino alle esigenze delle persone».

Il sistema di monitoraggio

Ma come funziona questo sistema di monitoraggio? La valutazione dei Lea si fa attraverso gli indicatori del «Nuovo sistema di garanzia», il quale si articola in 88 parametri relativi ai tre macro-aree di assistenza (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera), ai singoli Lea ad essi afferenti e ai percorsi diagnostico-terapeutico assistenziali che riguardano più livelli di assistenza. Lo studio analizza ogni indicatore nello specifico, come ad esempio la copertura vaccinale nei bambini a 24 mesi per il ciclo base, e vengono considerati anche premi e penalità che tengono conto del trend temporale e della variabilità regionale. Alla fine viene elaborato un punteggio su una scala da 0 a 100, dove 60 corrisponde alla sufficienza.




















































Prevenzione, area ospedaliera e nuovi progetti

Partiamo dal Trentino. La Provincia autonoma eccelle nella prevenzione con un punteggio di 98 e nell’area ospedaliera con 97 punti. Rispetto al 2022, l’area prevenzione è cresciuta di circa 4 punti, mentre l’area ospedaliera ne ha perso uno (ma resta il secondo valore più alto dal 2017). L’area distrettuale, con 83 punti (in crescita di circa 7 punti rispetto al 2022), posiziona Trento al sesto posto in Italia. «La prevenzione è il primo pilastro che abbiamo voluto mettere nella strategia provinciale e oggi i numeri ci danno ragione — ha detto l’assessore alla salute Mario Tonina —. Non siamo partiti dall’anno zero, ma proprio per questo dobbiamo investire ancora di più sulla prevenzione per una presa in carico complessiva dei bisogni di salute della nostra popolazione. Il settore della salute e delle politiche sociali deve prendersi cura delle persone ma non solo: deve lavorare per migliorare la qualità della vita, garantire una longevità in buona salute, ma al contempo assicurare equità di accesso e contrasto alle disuguaglianze di salute». E ha aggiunto: «Il nostro obiettivo è costruire un sistema socio sanitario sempre più efficiente, accessibile, integrato e vicino ai bisogni della comunità». «Un risultato che premia il lavoro svolto negli ultimi anni, in particolare nella gestione delle sfide del periodo post-Covid, a testimonianza dell’efficacia del nostro sistema sanitario nel garantire ai cittadini cure di alta qualità», ha commentato Stefania Segnana, consigliera provinciale leghista ed ex assessora alla salute. La giunta ha anche ricordato che nel prossimo futuro la sanità trentina verrà potenziata grazie ai nuovi progetti, come le Case di comunità, alla creazione del nuovo polo ospedaliero e al passaggio dell’Apss in un’azienda sanitaria universitaria integrata. Intanto, all’ospedale Santa Chiara Michela Marchiori dal primo marzo sarà la nuova direttrice dell’Unità operativa di medicina d’urgenza e pronto soccorso.

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In Alto Adige

I risultati del monitoraggio dei Lea non sorridono all’Alto Adige: 58 punti nell’area prevenzione (16esimo posto), 82 in quella distrettuale (ottavo posto) e 62 in quella ospedaliera (18esimo posto). Ma non sono una novità. Anche negli anni scorsi l’Alto Adige non è mai stato nelle prime posizioni della graduatoria. Rispetto al 2022, la prevenzione è cresciuta di circa 4 punti, l’area distrettuale di 5 punti, mentre quella ospedaliera ha registrato il calo più significato: -13 punti in un solo anno. In quest’ultimo campo, solo il Molise, la Sardegna e la Valle d’Aosta hanno fatto peggio. L’assessore alla salute Hubert Messner per ora non commenta e dice di voler prima verificare i dati. Ieri è stata pubblicata anche la classifica dei migliori ospedali in Italia redatta da Newsweek. Il punteggio di ogni ospedale si basa su un sondaggio online a cui hanno partecipato esperti e su dati pubblici provenienti da sondaggi post-ricovero dei pazienti riguardo alla loro soddisfazione generale. L’ospedale di Bolzano è 22esimo con un rating del 73,60%, mentre il Santa Chiara di Trento, con il 73,28%, si è classificato al 23esimo posto.

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27 febbraio 2025 ( modifica il 27 febbraio 2025 | 14:42)



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