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Banca d’Italia, Tecnoborsa, Agenzia Entrate: compravendite con mutuo pari al 65% del totale (+10%) nel IV trimestre 2024


Nel IV trimestre 2024 ha continuato a crescere la percentuale di acquisti finanziati con mutuo, attestandosi al 65% del totale, il 10% in più rispetto a un anno prima. Il rapporto medio tra l’ammontare del prestito e il valore dell’immobile è risultato sostanzialmente invariato, al 78%.

È quanto emerge dal Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia – 4° trimestre 2024, targato Banca d’Italia, Tecnoborsa e Agenzia delle Entrate.

L’indagine, condotta presso un campione di 1.488 agenti immobiliari dal 7 gennaio al 6 febbraio del 2025, evidenzia un’attenuazione delle difficoltà di accesso al credito

In linea con le passate rilevazioni, le principali cause di cessazione dell’incarico a vendere sono state il valore delle offerte giudicato troppo basso dal venditore oppure il prezzo richiesto ritenuto troppo elevato dai potenziali acquirenti. È proseguito per il quinto trimestre consecutivo il calo della quota di operatori che segnalano, tra le cause prevalenti, la difficoltà da parte degli acquirenti di ottenere un mutuo (al 19%, dal 20% nel trimestre precedente e da 27 nel IV trimestre del 2023).

La quota di agenti che riportano un aumento dei prezzi delle abitazioni ha continuato ad aumentare

Nel IV trimestre del 2024 la quota degli operatori che segnalano un aumento dei prezzi di vendita rispetto al periodo precedente è ulteriormente cresciuta (al 17,3% da 12,4 nella scorsa indagine), in particolare nel Nord-Est (26,9%). Rimane comunque prevalente la quota degli operatori che segnalano una stabilità dei prezzi (quasi il 70%). Il saldo fra i giudizi di aumento e riduzione delle quotazioni immobiliari è tornato positivo per la prima volta da oltre un anno (3,6 punti percentuali, da -2,9 nella rilevazione precedente).

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Lo sconto medio sui prezzi e i tempi di vendita rimangono su livelli contenuti

Sia lo sconto medio rispetto alle richieste iniziali del venditore sia il tempo trascorso tra l’affidamento dell’incarico e la vendita sono rimasti su valori minimi dall’inizio della rilevazione, rispettivamente al 7,9% e a 5,7 mesi.

La percentuale di agenti che hanno concluso almeno una transazione ha raggiunto livelli molto elevati

La quota di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione è aumentata rispetto al IV trimestre del 2023 (all’88,9%), raggiungendo il livello massimo dall’inizio della rilevazione. Il saldo tra le agenzie che dichiarano un aumento delle transazioni intermediate rispetto a un anno prima e quelle che invece ne riscontrano una riduzione è rimasto negativo, ma in netto miglioramento nel confronto con il trimestre precedente (-12 punti percentuali da -22).

Le vendite hanno riguardato prevalentemente abitazioni preesistenti e con classe energetica bassa

Oltre l’80% delle vendite ha interessato immobili preesistenti. Il 38% delle abitazioni vendute è di piccole dimensioni (inferiori a 80 mq). Gli immobili con classe energetica inferiore (F-G) hanno rappresentato il 56 per cento delle transazioni, con un’incidenza maggiore al Centro e al Sud. Nelle aree non urbane, invece, una quota più consistente delle vendite (44%) ha riguardato immobili con classe energetica più elevata (A-E).

A fronte di segnali di miglioramento della domanda, l’offerta di immobili resta debole

Il saldo tra i giudizi di aumento e di riduzione del numero dei potenziali acquirenti è migliorato nettamente (pur rimanendo negativo, -9 punti percentuali) rispetto sia al trimestre precedente (-22 punti) sia a un anno prima (-29 punti). L’offerta rimane invece debole: una quota elevata di agenti riscontra un calo sia degli incarichi da evadere sia dei nuovi incarichi a vendere (circa il 40% in entrambi i casi); il divario rispetto a chi segnala un aumento rimane molto ampio.

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Il mercato delle locazioni brevi influenzerebbe sia le compravendite sia le locazioni residenziali

Il 54% degli agenti ritiene che il mercato delle locazioni brevi sia un fenomeno rilevante nel proprio mercato di riferimento, soprattutto nelle città urbane del Centro (79%). Per l’80% degli operatori, il mercato delle locazioni brevi avrebbe contribuito a ridurre l’offerta di abitazioni in affitto negli ultimi 12 mesi. La maggioranza degli agenti ritiene che tale mercato incida anche sulle compravendite, sia riducendo l’offerta di abitazioni in vendita (35% degli operatori) sia stimolando la domanda di acquisto di abitazioni con la finalità di immetterle successivamente nel mercato delle locazioni brevi (28%).

L’offerta limitata di immobili in locazione e la crescita della domanda hanno sospinto i canoni di locazione

La quota degli agenti che hanno riscontrato un aumento dei canoni di locazione rispetto al trimestre precedente è salita di 4 punti percentuali rispetto all’indagine passata (al 55%; la percentuale più elevata dall’inizio della rilevazione), risultando più alta nel Nord Est e al Centro. Il 42% delle agenzie ha previsto un aumento dei canoni per il trimestre in corso (52% al Centro); il 4% una riduzione. Quasi la metà degli agenti ritiene che il rialzo dei canoni sia dovuto principalmente alla minore offerta, che si associa alla preferenza dei proprietari per le locazioni brevi, in misura più marcata al Centro e al Sud. Solo il 19% degli agenti ritiene che la causa sia la maggiore domanda. Lo sconto medio sui canoni di locazione richiesti si è mantenuto vicino ai minimi storici, all’1,9%.

Le prospettive sul mercato immobiliare e sull’evoluzione dei prezzi sono migliorate

Le aspettative degli agenti per il trimestre in corso e per i prossimi due anni, riferite sia al proprio mercato di riferimento sia a quello nazionale, sono nettamente migliorate rispetto al periodo corrispondente del 2023 e alla scorsa rilevazione. È aumentata la quota di operatori con aspettative di rialzo delle quotazioni, mentre è scesa quella di agenti che prefigurano un calo dei prezzi.



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